Review: The Help (2011)

Nella mia lista dei film da vedere assolutamente, tra quelli appartenenti alla corrente awards season, c’era The Help di Tate Taylor, un film che sapevo di non poter perdere. E se si parla della trama di The Help salta subito il paragone con Il colore viola, film del 1985 di Steven Spielberg, con una straordinaria Whoopi Goldberg al suo ruolo d’esordio.

Ma il recente The Help è un film più moderno di The Color Purple, e non solo per l’ambientazione, la storia di quest’ultimo si svolge nei primi del Novecento, mentre ne L’aiuto le nostre protagoniste vivono tra la fine degli anni ’50 e l’inizio dei ’60; grazie ad una splendida sceneggiatura riadattata dal romanzo omonimo di Kathryn Stockett, riesce un mix di comicità e profondità, senza mai essere un ritratto troppo melenso. Quella di The Help, è la storia di tante donne di colore straordinarie, perse nella vita borghese, come domestiche, degli americani medi degli anni ’60, ed ancora peggio nel retrogrado Mississippi.

Ma quanto amano quelli degli Academy awards le storie di razzismo come questa? Ma non c’è nulla da obbiettare, The Help merita la sua nomination come miglior film, e le straordinarie Viola Davis, in un’interpretazione da brividi; l’avevamo già notata nel piccolo ruolo de Il Dubbio; Octavia Spencer nel suo miglior ruolo di sempre, con un personaggio irresistibile; e Jessica Chastein nuova giovane promessa di Hollywood, in un ruolo da donna di facili costumi per l’epoca, originale e sopra le righe. Se non fosse che quest’anno c’è The Artist come favorito e sicuro vincitore della statuetta come miglior film, e se non ci fosse Meryl Streep con il fastosissimo ruolo, proprio come piace agli Academy, in The Iron Lady, che deve vincere l’Oscar come miglior attrice; allora The Help avrebbe trionfato in quelle categorie, dubiterei in una sorpresa per Viola Davis, che sarebbe comunque ben accetta, e inaspettata.

Un film imperdibile, una splendida sceneggiatura ed un cast straordinario, di grandissimi talenti. Una storia che va ascoltata ad orecchie aperte e tanto sarà il trasporto da non accorgersi della fine del film!

voto: 9

Review: The Iron Lady (2011)

Eccoci qui difronte ad una delle migliori interpretazioni del 2011, in corsa per la statuetta Meryl Streep, che di fatto gareggia soltanto contro le più illuminanti dell’anno, l’emergente Michelle Williams in My Week with Marilyn, e una toccante Viola Davis in The Help. Ma qui adesso parliamo di lei, quella che forse dopo 20 anni di nomination avrà quest’anno la sua terza statuetta, per un ruolo, guarda un pò, biografico, ma non si parla del biopic di chissà chi, questo è il film su Marageret Thatcher, la donna che ha cambiato la storia del Regno Unito, la così detta Iron Lady.

Qui c’è poco da dire, nomination assolutamente meritata per Meryl, ed anche se avremmo voluto vederla vincere per un ruolo più viscerale, non ci importa, un Oscar è sempre un Oscar, anche se per averlo devi mettere una protesi dentaria e una appariscente parrucca. La signora Streep nei panni della Lady di ferro, ci offre un’interpretazione unica, come ognuna delle sue, come al suo solito riesce a destreggiarsi tra situazioni ironiche e toccanti, per poi tornare al rigore della Thatcher, ed è lì che ci si accorge, non siamo andati a vedere il biopic su quella donna, ma il film su quell’attrice, quella straordinaria, lasciatemi dire Dea del Cinema contemporaneo. La regia è quello che è, gli spunti originali non mancano, pur non amando la regista Phyllida Lloyd, riesce a orchestrare il tutto per mettere su un piedistallo quella che è la performance di Meryl. Un film imperdibile solo per una straordinaria interpretazione, forse da evitare per una storia non proprio amabile, ma pur sempre la storia di una donna di grande forza, che ha forse fatto delle scelte negativamente significative.

voto: 8