The Most Beautiful Scenes: Biutiful (2010)

Nel secondo episodio di The Most Beautiful Scenes propongo Biutiful: un film di Alejandro González Iñárritu del 2010, che ha come protagonista Javier Bardem: entrambi nei propri ruoli raggiungono risultati eccellenti. Il film è pieno di scene belle -Iñárritu difficilmente delude-, ma questa che ho scelto è al quanto originale; e il linguaggio cinematografico si fonde con la poesia.

Una poesia che marca la cruda realtà di un uomo stremato, per l’appunto, dalla realtà stessa, colma di difficoltà; dove -alla fine- si trova a morire in compagnia dei suoi figli, ma per questo, come in una sorta di stato di grazia, a mio riguardo. E con un movimento di macchina eccellente ed eccezionale, attraverso lo specchio, il nostro protagonista muore e si proietta nell’altra dimensione. Su quest’ultima ho dei dubbi riguardo il fatto che Iñárritu la intenda come un semplice pensiero del personaggio o una vera proiezione nel cosiddetto “aldilà”.

Annunci

Story Review: Biutiful (2010)

Molti dicono di uscire sconvolti dopo la visione di questo film, beh… sono quelli che hanno bisogno proprio della lezione che dà il film, dell’intenso messaggio che trasmette.

Biutiful è un capolavoro in tutti i sensi. Cominciando da un’impareggiabile Javier Bardem e altrettanto per la regia di Alejandro Gonzalez Inarritu: una regia naturale e cruda per quello che vuole dimostrare e mettere in scena,quindi, per questo eccezionale. Il regista dedica il film a suo padre, infatti ha caratteri auto-biografici. Dopo la regia, un montaggio eccellente; una fotografia straordinaria. Una colonna sonora da Oscar (come il film), che è parte di quella realtà; è parte dei personaggi di quel mondo: è mentale; è una musica che riesce a rispecchiare la vera essenza di uno stato d’animo.
È un film non film: intendo dire che è così affascinantemente realistico che il livello enuncazionale è alle stelle e di conseguenza, non solo ti senti dentro quella realtà, ma inoltre quella realtà è riprodotta miticolosamente in fedeltà: è Verga nel grande schermo nel 2011.

La pellicola è strutturata sulla verità di una realtà di una parte di Spagna emarginata. Pieno di figure simbolo che si aggrappano alla sopravvivenza da cui derivano e da cui scappano e in cui vivono (anche se suona contorto). Pieno di specchi che dove tutti sono il riflesso di tutti come per dire che tutti siamo uguali di fronte alla miseria; dove ognuno ha i suoi problemi ma che -per via di miliardi di sfumature- si somigliano tra loro.

Come nota personale vi dico che mentre leggevo i titoli di coda pensavo al fatto che il film è basato su un soggetto di partenza di Alejandro Gonzalez Inarritu e così nasce un prodotto finito di alta qualità: la mia sensibilità è stata tramortita dalla grande interpretazione data alla sceneggiatura.