Review: The Artist (2011)

Se un anno fa mi avessero detto che sarebbe uscito in sala nel 2011 un film diretto e concepito come un film del Cinema anni ’20, avrei detto: “Impossibile!”
Ma ecco The Artist, che nell’era del 3D conquista il pubblico e la critica come non mai. Qualcuno ovviamente ha anche storto il naso, e poi dopo tutto “è un film muto e allora”? E’ un film muto, lasciatemelo ripetere, che nel 2011 si propone al pubblico, con una concezione retrò risulta assolutamente moderno. E’ una grande impresa, che in molti hanno subito accolto a braccia aperte, lo dimostrano le numerose nomination, una su tutte quella come miglior film agli Oscar, che speriamo si trasformi in vittoria (sì io tifo The Artist). Ma non dimentichiamo che anche quella come miglior attore, deve diventare vittoria, e già che ci siamo anche quella come miglior attrice non protagonista.

Michel Hazanavicius dirige un’opera splendida, ironica e sopra le righe, originale scontato dirlo, ed un cast straordinario, rivelando due grandi talenti, quelli dei protagonisti. Se Meryl Streep in The Iron Lady è la migliore attrice dell’anno, allora è assolutamente Jean Dujardin il miglior attore che merita di vincere la statuetta ai prossimi Academy, nei panni di George Valentin ci regala una performance eccentrica e toccante, vivida così come lo è l’intero film, così anche Bérénice Bejo impersona una frizzante Peppy Miller, altalenando dolcezza e profondità. Un film imperdibile, il miglior film dell’anno senza alcun dubbio, con assoluta semplicità e con lo stile e l’originalità dei capolavori del Cinema anni ’20/’30, trasporta lo spettatore in un’esperienza mai vissuta, vedere in sala, un film senza sonoro, lasciandosi solo trascinare dalle espressioni degli attori e dalle musiche di Ludovic Bource, che valorizzano il tutto. Uno spettacolo magico, senza gli occhiali 3D.

voto: 10

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