The Most Beautiful Scenes: Lost In Translation

Lost In Translation a mio parere è un buon prodotto cinematografico della cara Sofia Coppola. In questo film ci sono molte altre scene belle, ma ho scelto questa, che inoltre è il finale, perchè nella sua semplicità e classicità è carica di potenza: in questa scena si racchiude tutto il film e i sentimenti che ne caratterizzano la storia. Per chi lo ha visto capirà. Per quelli che non lo hanno ancora visto, mi dispiace avervi rovinato il finale, ma sono sicuro che un minimo di curiosità in voi sono riuscito a suscitarla.

Annunci

Review: Prometheus (2012)

Un fan della serie arrivato in sala per quello che è stato annunciato come il prequel di Alien, girato dal mitico regista del primo capitolo potrebbe restare un po’ deluso. Per chi ha visto il primo Alien, le vicende del film si svolgono poco prima di quel capitolo, ed il Prometheus, la nave spaziale protagonista di questo film, sarà la nave che l’equipaggio del primo capitolo andrà in missione a cercare.

Il film si distacca non poco dalla saga e gli straordinari effetti con numerose idee e spunti non bastano a colmare una sceneggiatura estremamente annacquata che esprime un unico concetto. La straordinaria capacità del primo capitolo di Alien era l’evocazione di un’atmosfera claustrofobica, oscura e a tratti snervante; con Prometheus invece questo tratto viene purtroppo perso, ma Scott sprigiona una grande vena immaginifica, come ho già scritto prima, esistono numerosi spunti e idee davvero originali. La realizzazione delle scenografie, dei costumi e della “vita aliena” nel film, è davvero stupefacente. Ma giusto per sottolineare l’ultima voce del precedente elenco, è proprio la componente aliena a scarseggiare, Prometheus si concentra sull’idea di spiegare il significato della vita nuocendo alla componente che tutti i fan della saga hanno sempre amato, gli alien.

In ogni caso Prometheus risulta uno splendido Sci-Fi, e non mancano le citazioni del primo capolavoro di Ridley Scott. Il punto di forza del film sta proprio nell’idea della creazione della specie umana e non solo, stare qui a svelarvelo vorrebbe dire rovinare il processo di apprendimento del film. Infine un Michael Fassbender spettacolare, nel ruolo del robot tipico della serie di Alien, Noomi Rapace è una protagonista fantastica, a mio avviso perfetta erede di Sigourney Weaver. Un film da vedere per tutti i fan di Alien che magari potrebbero storcere un po’ il naso, e consigliato soprattutto ai profani, una pellicola di fantascienza di questo livello solo il buon Ridley Scott poteva regalarcela… Scene del film preferite: La scena iniziale “della creazione” assolutamente stupefacente, e l’operazione d’emergenza di Noomi, il fascino dello splatter è irresistibile.

voto: 8

Review: Pietà (2012)

Un giovane estorsore. Un povero quartiere di artigiani. La paura e la pietà: questo è ciò che caratterizza il film by kim ki Duk che, forse, stavolta ha cercato di superare se stesso.
La storia si basa sul giovane estorsore, abbandonato dalla madre quando era ancora in fasce. La sua vita da estorsore violento è per lui uno sfogo. Ma il suo sfogo è male per altre povere vite, e sarà direttemante proporzionale alla sua stessa vita.


A un certo punto della storia entra in scena una figura femminile che afferma di essere sua madre: questo avvenimento sconvolgerà la vita del nostro violento protagonista, così anche lui conoscerà la pietà.


Il film è carico di tensione trasmessa dai suoi personaggi sensibilmente potenti, che caratterizzano la cruda realtà di questa pellicola: una caratteristica spesso comune per il cinema asiatico. Un’ottima regia e tecnicamente esatto. Il film risulta logorante ma bello. Vittoria meritata.

voto: 9

Review: Bella Addormentata (2012)

Il film ci riporta al 2009 nella questione dell’eutanasia riguardo il caso Englaro. Quest’ultimo -nel film- visto da punti di vista diversi. La figlia di un senatore del partito di maggioranza che protesta per Eluana e il senatore stesso; un dottore particolarmente sensibile ed emtivo; una ricca attrice e il caso analogo a quello Englaro di sua figlia; e una coppia di fratelli benestanti anche loro in protesta.


Non è un docu-film, ma semplicemente una storia che riguarda il caso Englaro, che ricostruisce in linea di massima la vicenda attraverso le vite dei diversi personaggi, alcune delle quali si intrecciano: quindi, prospettive ideologiche ed umane diverse che reggono la struttura narrativa della pellicola.


Un film ben girato. Ottima la regia e altrettanto l’interpretazione dei personaggi da parte degli attori: eccellente come sempre -infatti- Toni Servillo. Una colonna sonora improbabile ma che rende il film più sobrio.

voto: 9

Review: L’intervallo (2012)

Napoli. Una ragazza quindicenne e un palazzo abbandonato che sarà la sua punizione da parte del boss del quartiere. Un ragazzo adolescente di quartiere che vende granite col padre, sarà il tutor della ragazza. Quest’ultima viene punita perchè frequenta un suo coetaneo della banda rivale al boss del quartiere.


Tutto il film si svolge all’interno del palazzo-punizione, basandosi sul rapporto dei due ragazzi. Una buona regia ed una buona interpretazione dei personaggi, fanno si che la location singola non sia monotona e non demolisca la struttura narrativa del film, quindi non annoia. La storia fluisce e man mano il rapporto tra i due ragazzi si evolve.

Tra riflessioni esistenziali e innocente ilarità, la pellicola ci mostra come oltre ad una interessante maturità adolescenziale, quindi il lato più sensibile ed umano, anche come la mafia possa raggiungere tali picchi di squallore; d’altra parte la mafia è una organizzazione fatta di umani, e a volte gli umani sono troppo umani. È un film che va visto senza intervallo.

voto: 8

Review: Il cavaliere oscuro – Il ritorno (2012)

La storia, più o meno, la si capisce già dal trailer: questo già è uno svantaggio. Infatti quest’ultimo capitolo, mi dispiace dirlo, lascia a desiderare. Una regia pigra, accompagnata da una sceneggiatura dallo stampo un po’ troppo fumettistico: si creano delle lacune che fanno cedere la struttura del film. Anche tecnicamente ha i suoi difetti.

Il problema è che dopo aver visto i primi due capitoli, molto ben fatti e riusciti -soprattutto il secondo-, ti trovi spiazzato di fronte ad una specie di Armagedon 2012. Poi la colonna sonora: fin troppo riciclata dai capitoli precedenti, e durante il film è diventata assillante.

Fortunatamente i personaggi se la sono cavata: Catwoman, per esempio, non ha avuto il suo solito iter dall’idiota alla super donna sexy ladra; inoltre l’interpretazione è stata ottima. L’antagonista, teatralizzava molto la sua cattiveria, ma d’altra parte è un po’ nello stile della setta delle ombre. Tutto sommato un Batman spettacolare, ma inconsistente.

voto: 7

Review: Monsieur Lazhar (2011)

Non può che ricordare Detachment, ma storia e personaggi sono di un altro stampo. Ci troviamo in Canada. Neve e freddo. In una scuola media d’eccellenza un’insegnate si suicida, e viene ritrovata da un suo alunno. Tutta la classe rimane scossa per l’accaduto. Due ragazzini in particolare, non per niente quelli che hanno visto la loro insegnate impiccata in classe, sono più turbati del resto della classe. Qualcuno deve sostituire l’insegnante suicida: così arriva Monsieur Lazhar. Non è l’insegnante modello, ma sa cos’è l’educazione e riesce ad applicarla sui suoi alunni, e col tempo conquista la loro fiducia. Grazie a lui riusciranno a superare il trauma del suicidio della vecchia insengnante.

Il film si alterna raccontando la vita di Lazhar fuori dalla scuola e dentro la scuola, dove si mischia a quella dei suoi alunni: dalla quale vengono fuori molti lati interessanti della storia, come un adolescente che può dimostrarsi più maturo e saggio di un adulto riguardo l’argomento della morte.


Candidato al premio Oscar, purtroppo non vinto, ha comunque guadagnato molti altri premi in ben altri festival: ciò significa che è uno di quei film belli e ben fatti, ma non commericiali. La pellicola, infatti, risulta essere ben strutturata dal punto di vista narrativo e anche tecnico. Buona la fotografia e buona l’interpretazione dei personaggi, soprattutto quella dei ragazzini più colpiti dal suicidio dell’insengante.
Un film, come Detachment, che molti insegnanti dovrebbero vedere ma che, a mio riguardo, non è adatto alla visione dei bambini.

voto: 8