Review: Margin Call (2011)

Lineare come quei numeri di borsa, azioni e via dicendo. Un film lungo quanto la crisi che racconta e rappresenta. A tratti intrigante grazie ad una ideale armonia tra montaggio, musica ed immagini, ma spesso noioso: d’altra parte l’argomento non è dei più divertenti.

Tecnicamente la prima parte del film è ben fatta, scorre fluida anche grazie all’armonia sopracitata. Un ottima fotografia, come lo è anche Zachary Quinto; un discreto Kevin Spacey: tutto sommato nel complesso del cast una interpretazione accettabile. La seconda parte comincia a trascendere la noia, si arriva alla sopportazione.

La tecnica comincia a scarseggiare e la precedente armonia và svanendo. Tutto ciò si accoppia bene all’andamento della storia. Ma in ogni caso regna la curiosità del finale. Un finale originale ad essere sinceri e che parla da sè. Ma la verità è che non ho mai visto così tante persone andare in bagno durante una proiezione: sarà forse che la noia comprime la vescica?

voto: 8

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