Story Review: Hero (2002)

Siamo in Cina quando ancora la Cina non esisteva, il territorio era suddiviso in 7 regni in guerra tra loro, ma il sovrano di Qin combatte inseguendo un sogno, unire i regni per portare la pace.
Ma la pace si sa’ è sempre stata portata dall’uomo con la guerra, e questa guerra sanguinaria e spietata ha scatenato l’ira di 3 dei guerrieri più forti, che più volte attentarono da soli contro un’esercito alla vita del re. Eroi? Il film in apertura ci suggerisce che gli eroi, in una guerra sono da entrambi i lati, e per capirlo meglio il regista Zhang Yimou ci fa viaggiare tra le fitte trame della stessa storia raccontata dai personaggi in maniera differente, chi perché prova ad indovinare i fatti, chi perché mira a nascondere la verità che solo alla fine verrà fuori.
Il regista ci narra la storia grazie a dei flashback che illustrano i racconti dei protagonisti.
Già particolare il modo in cui si svolge il film, a renderlo unico ci pensa il lato acustico e figurativo, un virtuosismo cromatico ci accompagna per tutto il film scandendolo e quasi suddividendolo in sottocapitoli grazie ai colori dominanti che in alcuni tratti rendono il film quasi monocromo, scenari fantastici a volte surreali, una smisurata cura è stata messa nei dettagli, memorabile il duello sotto la pioggia segnato dal rumore delle gocce di pioggia che cadono sul pavimento di pietra, il tintinnare del metallo delle armi, i tonfi dei calci e dei pugni e da una musica che scandisce i tempi di una danza che porterà alla morte di uno dei due combattenti.
Un film in cui perdersi tra le colonne del tempio del sovrano, tra i rotoli di pergamena o tra le sete leggere di palazzo che sembrano muoversi come la superficie di un lago calmo increspato dal volo radente di qualche uccello. Inebriarsi con le coreografie di combattimenti che somigliano tanto a delle danze in cui anche gli elementi dello sfondo sembrano danzare, come le foglie gialle o rosse che seguono con un turbinio il volo del combattente o la massa nera di frecce che viene scacciata con un colpo di spada.
Un film che narra di 2000 anni fa’ eppur attualissimo nel riassumere un sogno in una frase che rimane impressa nella mente e scritta sulla sabbia ‘’ sotto un unico cielo’’.

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