Cinefree: Questo non è un film (2011)

…Questa è la verità: continua così -come sottotitolo- il titolo di questo interessante documentario. Quest’ultimo è un viaggio “underground” nell’odierna Napoli, testimone e teatro di svariate realtà appartenenti ad altrettanti ceti sociali.

Come pretesto strutturale narrativo sono stati scelti dei soggetti per interpretare dei (falsi) registi che raccontano il film che vorrebbero realizzare, ma in verità è lo specchio della realtà che il documentario poi rappresenta. Un iter interessante che comincia da un centro di accoglienza per gente povera e barboni; il quartiere di Scampia e le sue difficoltà; il popolo rom aiutato da quello napoletano; e infine le storie di vittime innocenti della criminalità organizzata. Storie da cui scaturisce una pesante e dovuta riflessione che, si spera, riesca a far riattivare i neuroni assopiti di qualcuno e di tutti!

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Review: The Lady (2011)

The Lady, la vera storia del premio nobel per la pace 1991, Aung San Suu Kyi, by Luc Besson. Quest’ultimo è -più o meno- riuscito nell’intento di riportare nel grande schermo una grande storia come quella di Aung San Suu Kyi. “Più o meno” non è un giudizio spregiativo nè una critica, solo che a volte il film è troppo struggente; in ogni caso si avverte forte l’impegno e la passione di Luc Besson nel tradurre in Cinema questa mitica storia vera, quasi paragonabile all’impegno della stessa Aung San Suu Kyi nel suo iter politico; ovviamente sono due punti di vista diversi, ma lo ritengo un paragone interessante e fattibile.

Come sopraccitato, la pellicola a volte risulta troppo struggente, momenti che di certo non mancavano nella storia reale, ma a mio avviso Besson ha voluto sottolineare questo lato sentimentale, di cui nulla tolgo comunque. Ad ogni modo, il regista è ben riuscito a tradurre una storia vera in film: strutturato da una buona sceneggiatura, non manca una ancor più buona fotografia e interpretazione attoriale, e un’esatta colonna sonora. Il tutto ben montato, in cui vengono incastrati ottimamente immagini reali di repertorio. Queste ultime non sono eccessive e a mio parere è questo che rende ottimo il loro incastro in post-produzione, sennò sarebbe diventato un docu-film (forse non voluto e quindi uno scarso risultato).


Concludendo, volevo porvi un interessante aspetto antropologico-culturale: durante la proiezione del film ho potuto anche osservare il comportamento di alcuni individui lì presenti, tutti di originini occidentali. Questi ultimi avevano fretta che il film finisse, probabilmente per via dell’ora di cena o chissà quale strambo impegno da borghese avevano. Un aspetto che fa riflettere sulle differenze culturali, ma che si rifà anche alla storia della Birmania in quanto, nonostante stessa cultura razza e credo, una parte del popolo occidentalizzata e militarizzata, tutt’ora opprime brutamente l’altra parte. Del resto alla fine pur sempre umani.

voto: 8

Story Review: Hero (2002)

Siamo in Cina quando ancora la Cina non esisteva, il territorio era suddiviso in 7 regni in guerra tra loro, ma il sovrano di Qin combatte inseguendo un sogno, unire i regni per portare la pace.
Ma la pace si sa’ è sempre stata portata dall’uomo con la guerra, e questa guerra sanguinaria e spietata ha scatenato l’ira di 3 dei guerrieri più forti, che più volte attentarono da soli contro un’esercito alla vita del re. Eroi? Il film in apertura ci suggerisce che gli eroi, in una guerra sono da entrambi i lati, e per capirlo meglio il regista Zhang Yimou ci fa viaggiare tra le fitte trame della stessa storia raccontata dai personaggi in maniera differente, chi perché prova ad indovinare i fatti, chi perché mira a nascondere la verità che solo alla fine verrà fuori.
Il regista ci narra la storia grazie a dei flashback che illustrano i racconti dei protagonisti.
Già particolare il modo in cui si svolge il film, a renderlo unico ci pensa il lato acustico e figurativo, un virtuosismo cromatico ci accompagna per tutto il film scandendolo e quasi suddividendolo in sottocapitoli grazie ai colori dominanti che in alcuni tratti rendono il film quasi monocromo, scenari fantastici a volte surreali, una smisurata cura è stata messa nei dettagli, memorabile il duello sotto la pioggia segnato dal rumore delle gocce di pioggia che cadono sul pavimento di pietra, il tintinnare del metallo delle armi, i tonfi dei calci e dei pugni e da una musica che scandisce i tempi di una danza che porterà alla morte di uno dei due combattenti.
Un film in cui perdersi tra le colonne del tempio del sovrano, tra i rotoli di pergamena o tra le sete leggere di palazzo che sembrano muoversi come la superficie di un lago calmo increspato dal volo radente di qualche uccello. Inebriarsi con le coreografie di combattimenti che somigliano tanto a delle danze in cui anche gli elementi dello sfondo sembrano danzare, come le foglie gialle o rosse che seguono con un turbinio il volo del combattente o la massa nera di frecce che viene scacciata con un colpo di spada.
Un film che narra di 2000 anni fa’ eppur attualissimo nel riassumere un sogno in una frase che rimane impressa nella mente e scritta sulla sabbia ‘’ sotto un unico cielo’’.

The Most Beautiful Scenes: L’Onda (2008)

L’Onda. Un fenomeno, nato all’inizio nato come gioco/esperimento istruttivo. Questo film, ma in particolare la buona scena finale che ho scelto, mostra e dimostra come sia facile plasmare la mente umana al potere, soprattutto quelle menti meno stabili, fragili e più volubili.

Questa scena è la sottile barriera che sta tra un movimento di protesta sano e dalle buona intenzioni e in quello in cui si può -facilmente- trasformare, cioè un movimento che abusa del potere conferitoli naturalmente per via dell’ingiustizia ricevuta. È chiaro lo sviluppo del film fino alla scena di chiusura, dove il protagonista rivolge lo sguardo alla camera come a voler comunicare direttamente allo spettatore la sua paura, ma soprattutto il pericolo, e la sintesi di tutto il film: una lezione di vita sintetizzata in uno sguardo.

Trailer Spy: Chernobyl Diaries (2012)

Eccovi il trailer di Chernobyl Diaries. Forse il solito horror, sicuramente a tratti scontato. Forse un parente del fortunato Rec, perchè si somigliano molto, ma in Chernobyl Diaries non vige del tutto il linguaggio amatoriale.

Ad ogni modo, l’aspetto che trovo interessante e che mi ha colpito è l’ambientazione: la città fanstasma di Chernobyl. Uno scenario horror del tutto naturale e al quanto suggestivo. Una caratteristica particolare che scaturisce nello spettatore una forte curiosità. Staremo a vedere.

Quando il Cinema passa dalla TV: HBO conquista il 2012

Da qualche anno a questa parte, per merito di questa straordinaria rete televisiva, il modo di concepire i film televisivi è letteralmente cambiato; lanciando una moda, fino a 10 anni fa riservata agli attori ormai alla deriva; ma oggi la HBO ha portato Hollywood in TV.  Non c’è nessun dubbio, la differenza sostanziale sta nella qualità e negli alti budget rispetto a le altre produzioni televisive, che oggi si stanno mettendo in carreggiata. L’anno scorso la HBO ci ha regalato la splendida mini-serie Mildred Pierce, con Kate Winslet protagonista, ha iniziato la fortunata serie Games of thrones, in Italia conosciuta come Trono di spade; e lo splendido Boardwalk Empire diretto da Martin Scorsese; ricevendo riconoscimenti e premi da ogni dove. Per questo 2012 il piatto è sempre più ricco; soprattutto in fatto di star hollywoodiane! Eccovi alcuni dei titoli HBO che si preparano a conquistare il piccolo schermo e non solo, dato che alcuni di loro ci raggiungeranno anche al cinema!


LUCK
La serie segue le vicende di numerosi personaggi che frequentano tutti la stessa pista di corse dei cavalli. Il protagonista interpretato da uno straordinario Dustin Hoffman, è un uomo arrivato alla fine dei sessant’anni, appena uscito di prigione dopo quattro anni di carcere, autodidatta, intelligente e profondamente coinvolto nel gioco d’azzardo. Con lo zampino di Micheal Mann, Dustin Hoffman risplende in questa riflessiva ma allo stesso tempo carica di adrenalina, serie tv; destinato all’Emmy ed al Golden Globe come miglior attore. La mini serie sta già andando in onda nella rete usa, ed approderà probabilmente da noi alla fine dell’anno!


HEMINGWAY & GELLHORN
Philip Kaufman dipinge il ritratto di una della coppie più discusse di tutti i tempi, quella dello scrittore Ernest Hemingway e la corrispondente di guerra Martha Gellhorn; e porta sullo schermo per interpretarli Nicole Kidman e Clive Owen. Seguendo gli scandali suscitati dalla coppia, sin dopo il loro primo incontro, fino ai litigi e la Guerra Mondiale che ha contribuito ad alimentare le loro tensioni. Una straordinaria Nicole Kidman, completamente calata nel personaggio della Gellhorn segue anche un lavoro di cambiamento della voce mettendo le basi per delle sicure nomination e forse anche vittorie ai prossimi Emmy, e Golden Globe. Il film andrà in onda sulla HBO il 28 Maggio, ma secondo il regista raggiungerà il resto del mondo nelle sale cinematografiche, ma staremo a vedere!


GAME CHANGE
Tratto dal libro del 2010 “Game Change: Obama and the Clintons, McCain and Palin, and the Race of a Lifetime” scritto dai giornalisti John Heilemann e Mark Halperin, ripercorre la corsa alle presidenziali 2008 del repubblicano John McCain contro Barack Obama. In questo film le metamorfosi si sprecano, e due pesi massimi quali sono Ed Harris e Julianne Moore si trasformano in John McCain e Sarah Palin. Harris avrà di sicuro la vittoria in tasca, ma chi giurerebbe sulla Moore? Il film verrà trasmesso negli Usa questo mese.

Ma non vi sono bastati Dustin Hoffman giocatore d’azzardo, la guerra tra i coniugi Owen & Kidman (Hemingway & Gellhorn) e i politici Ed e Julianne? Questi sono solo alcuni dei film e delle serie più interessanti, nel sito ufficiale della HBO potete trovare però altri interessanti progetti; anche se noi italiani possiamo solo aspettare e sperare di vedere tutto ciò, ma gli abbonati alla pay tv avranno di sicuro più certezze!

Trailer Spy: Dark Shadows (2012)

Proprio ieri notte il sito ufficiale di Dark Shadows ha terminato il suo countdown per mostrare al mondo intero il trailer di anteprima del film! Dopo questi due minuti circa di visione c’è poco da dire, Tim Burton in grandissima forma quest’anno sforna un probabile ennesimo capolavoro ricalcando il suo leggendario stile, senza distrazioni.

La storia di Dark Shadows inizia nel 1752; Joshua e Naomi Collins, insieme al figlioletto Barnabas, salpano da Liverpool, in Inghilterra, in cerca di una nuova vita negli Stati Uniti. Ma neppure l’oceano è sufficiente a sfuggire alla maledizione che ha colpito la loro famiglia. Due decenni dopo Barnabas si è sistemato nella cittadina di Collinsport, Maine. L’uomo è un ricco playboy, ma compie l’errore fatale di spezzare il cuore della persona sbagliata, la strega Angelique Brouchard (Eva Green), che lo trasforma in vampiro e lo fa seppellire. Dopo duecento anni la tomba di Barnabas viene riavvertitamente aperta liberando il vampiro nel 1972, in un mondo molto diverso da quello di cui aveva memoria. Barnabas fa ritorno a Collinwood Manor per scoprire che la sua casa è andata in rovina, ma che gli eredi della sua eccentrica famiglia vi risiedono ancora. Per risolvere i problemi di famiglia la matriarca Elizabeth Collins Stoddard (Pfeiffer) ha addirittura ingaggiato una psichiatra, la dottoressa Julia Hoffman (Bonham Carter), che dovrà vedersela con il fratello di Elizabeth Roger Collins, con la figlia adolescente Carolyn Stoddard e col precoce erede di Roger, il piccolo David Collins.

Il remake dell’omonima serie televisiva degli anni ’70 arriverà nelle sale italiane l’11 Maggio! Non possiamo che aspettare con il cuore in gola, ed il fiato sospeso… il vampiro Depp!

Review: La sorgente dell’amore (2011)

Il titolo potrebbe ingannare, ma il trailer comunque è chiaro. La sorgente dell’amore è un storia di resistenza e di lotta, portata avanti dalle donne del villaggio di Maghreb verso gli uomini che, sfaticati, stanno a guardare le loro donne lavorare; ma il fulcro della lotta sta nel fatto che le donne nel procurarsi l’acqua per le faccende domestiche, sono costrette a salire in collina dove si trova l’unica sorgente, e questa fatica causa spesso aborti alle donne incinte: così nasce la lotta attraverso lo sciopero dell’amore, cioè i mariti non riceveranno nessuna prestazione sessuale dalle proprie mogli (molte delle quali donne promesse senza sentimento).

Non sarà facile la lotta di questo sciopero, e parecchie donne all’inizio sono poco convinte spaventate. Molti mariti sono energumeri pronti a picchiare la propria donna; secondo loro rispettano il corano e una tradizione che va avanti da secoli: è palese l’ignoranza; ma questa ignoranza può benissimo rapportarsi alla società civile occidentale, che spesso ha ben poco di civile in quanto la cosiddetta tradizione della donna casalinga è molto presente e pretesa in buona parte del mondo occidentale.

Ma è anche vero che molte altre donne del mondo occidentale non sanno cosa sia il lavoro domestico o l’occuparsi della famiglia, ma quello che ancor peggiore è che ci sono coppie di marito e moglie che non si rendono conto di cosa sia l’impegno e il lavoro domestico: lo dimostrano alcune risate a cui ho assistito in sala durante la proiezione.
Non pensate che questo film sia un mattone di 2:05h, strazziante e perbenista, al contrario, la Sorgente dell’amore è una storia che fluisce bene nel grande schermo, ben sviluppata e costruita, e dai tratti -a volte- ironici. Radu Mihaileanu è stato convincente anche stavolta.

voto: 8

Trailer Spy: Lebanon (2009)

Libano, giugno 1982: guerra. Lebanon – Vincitore  del Leone d’Oro al miglior film- racconta la guerra in Libano dal punto di vista di un carro armato, in cui è ovviamente implictio quello di un uomo, precisamente un ragazzo che si ritrova ad affrontare uno dei più famosi e diffusi scempi umani.

Una pellicola assolutamente da vedere, realizzata in buona parte da una soggettiva del carro armato in cui è implicita la tensione del soldato che lo guida. Non è il solito film che racconta un orrore storico come la guerra, è un film contro la guerra che ti permette di vivere al massimo la tensione e le emozioni di chi la fa senza volerlo.

Review: Un giorno questo dolore ti sarà utile (2011)

Con le vesti di una comedy-drama, Roberto Faenza, trapiantato ad Hollywood, ci porta l’adattamento del romanzo di Peter Cameron, Un giorno questo dolore ti sarà utile, dai molteplici buoni spunti, e con qualche buon concetto; ma è nell’adattamento della storia per lo schermo che il castello di carte crolla.

La storia ricalca uno stereotipo, proponendosi come appartenente al tipico filone, delle commedie drammatiche, di famiglie disadattate, fuori dagli schemi, James è il tipico ragazzo anticonformista, alle prese con una madre isterica, una sorella sbandata e un padre egoista e lontano, ogni singolo personaggio non solo segue uno stereotipi visto e rivisto, ma viene leggermente abbozzato, poche frasi d’effetto tratte dal romanzo cercano di sorreggere una sceneggiatura mal realizzata, ma non basta, il leggero filo psicologico tracciato per ogni personaggio, per non dimenticare l’estremo accenno della nonna del protagonista, una Ellen Burstyn sprecata, e della psicologa Lucy Liu; risulta un condimento al ruolo del protagonista Toby Regbo. Il cast segue un buon ritmo nonostante gli scivoloni dello script, situazioni terribilmente scontate vengono alternate a dialoghi estremamente banali; la frazione delle scene fa spesso pensare alla tempistica di una sit-com televisiva e forse a questo si sarebbe potuto prestare il suddetto adattamento!

Il protagonista Toby Regbo offre comunque una buona prestazione d’esordio, e nonostante ogni ruolo sia stato poco definito per lasciare spazio al suo, neanche quello di James è un personaggio reso al meglio, e non si ha la sensazione che tutto ciò sia voluto. Buona anche la prestazione della madre di James nel film, Marcia Gay Harden, che fa quel che può per un ruolo abbozzato; così come Deborah Ann “True Blood” Woll.

Dopo aver contribuito ad una pessima sceneggiatura, Faenza corona il tutto con una regia funzionale quanto basta, poche idee; qualche giochetto già visto e niente di più. L’alternanza tra situazioni più o meno comiche a drammi esistenziali, familiari, non regge, nessuna sfumatura viene colta; e la banalità è sempre dietro l’angolo; e purtroppo non tutti siamo Woody Allen. Un giorno questo dolore ti sarà utile, è un buon romanzo, che ha subito, come spesso capita, un deludente adattamento; forse i presupposti erano buoni ma il risultato finale sbagliato.

voto: 5

Review: Quasi amici (2011)

Tratto da una storia vera, Quasi amici racconta di un paralitco e del suo badante che, per l’appunto, diventa un amico: il titolo è errato, perchè nasce una vera e propria amicizia. In questa storia si fondono due ceti sociali in una perfetta armonia che porta a compensare le due parti: l’una impara dall’altra.

Il ricco paralitico che fin’ora era rimasto chiuso nel mondo opaco dell’alta borghesia scopre un lato umano -a volte-, forse, grottesco, ma contornato da una sana allegria fatta di veri sorrisi. E poi il badante, che conosce un mondo tutto nuovo scoprendo un lato culturale fin’ora a lui sconosciuto.

Come dicevo prima, un connubio armonioso che dalla realtà viene ben adattato al grande schermo come commedia. Una commedia fatta di emozioni da cui imaprare qualcosa, ma dove non mancano ironia e sarcasmo. Della figura del badante -co-protagonista- potrebbe pensarsi che ad un certo punto diventi l’uomo del “risolvo tutto io” come in qualche commedia americana infinitamente scontata, ma invece ogni comportamento di esso si adatta bene alla storia: in quest’ultima non ci sono momenti scontati o facilemente prevedibili. Un film per tutti, dalla buona regia e tecnicamente esatto.

voto: 8

Trailer Spy: Frankenweenie (2012)

Il genio di Tim Burton è tornato! Ed eccolo qui, che con questo trailer di Frankenweenie, riconferma il suo incredibile stile, ed il fascino dark dei suoi personaggi di sempre. Abbiamo già ampiamente parlato del film; con Frankenweenie, Burton corona una grande soddisfazione, il film animato in stop-motion, non è altro che il remake di un suo stesso film! Infatti, Tim Burton realizza nel 1984 un film dal titolo omonimo parodia del famoso Frankenstein del 1931, il progetto sarebbe dovuto essere un lungo metraggio, distribuito dalla Disney, che lincenziò Burton senza permettergli di fare uscire il film, che venne poi prodotto da lui stesso come cortometraggio vincendo l’Oscar. Il cortometraggio venne accodato alla proiezione nel 1993 di The Nightmare Before Christmas, ma oggi la stessa Disney si sdebita con lui, producendo e distribuendo la versione animata del progetto!

La storia del film, come si evince subito dal trailer, è incentrata sulla vicenda di Victor Frankenstein, un ragazzino che si diletta nel realizzare film col suo cane, Sparky, un Bull Terrier. Dopo che Sparky viene ucciso da una macchina, Victor impara a scuola l’effetto degli impulsi elettrici sui muscoli e prende l’idea di riportare in vita il suo animale. Crea così elaborati macchinari che, producendo lampi e tuoni contro il corpo del cane, lo fanno rivivere.

Il film verrà distribuito in Italia dalla Disney il 22 Ottobre! Non ci resta che segnare la data sul calendario, e attendere col fiato sospeso!